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Cosè un’ernia inguinale

 Il termine ernia deriva dall’arabo e vuol dire rottura. In realtà non si tratta proprio di una rottura bensì dell’allargamento di un orifizio (apertura) , già presente in natura che mette in comunicazione l’interno della cavità addominale con l’esterno , permettendo il passaggio di vasi, nervi od altre strutture.

Ad esempio nell’ernia inguinale l’orifizio interessato è quello che permette nel feto il passaggio dei testicoli fino allo scroto e nell’adulto il passaggio del dotto deferente dal testicolo alla cavità addominale e quindi alla prostata.

Questi  “fori” sono generalmente sigillati da un tessuto, il collagene, che  in alcune persone manca  o si indebolisce con gli anni. Quindi la spinta dovuta ad azioni semplici che aumentino la pressione all’interno dell’addome, come tossire, ridere, o sforzarsi per defecare, fanno cedere i tessuti e permettono a questi fori di allargarsi. Il contenuto dell’addome , in particolare l’intestino , escono attraverso questi orifizi  fino a consentire la fuoriuscita del contenuto addominale ( intestino , vescica, grasso omentale , ecc.). E’ a questo punto che si è formata un’ernia.

Con il passare del tempo e con gli sforzi della parete addominale , già descritti,  il foro dell’ernia si allarga e fuoriesce all’esterno una quantità sempre maggiore del contenuto addominale , aumentando le dimensioni dell’ernia stessa.

I pericoli dell’ ernia

L’ernia , ovunque essa sia non costituisce un grave pericolo  in sé ma, sono le sue complicazioni ad essere pericolose.

Intasamento quando l’intestino fuoriuscito dall’addome attraverso un orifizio di piccole dimensioni non permette più il passaggio del contenuto e crea una occlusione intestinale.

  • dimensioni non permette più il passaggio del contenuto e crea una occlusione intestinale.
  • Strozzamento quando l’intestino, sempre fuoriuscito all’esterno si dilata e non riesce più a ricevere sangue e quindi va in necrosi. E’ una situazione gravissima che mette in pericolo la vita del paziente e richiede un intervento d’urgenza
  • Perdita del diritto di domicilio: con questo strano termine si indica una situazione in cui la quantità di intestino uscita dall’addome è veramente elevata , l’ernia è In questi casi la reintroduzione dell’intestino in addome provoca una compressione sul diaframma , con difficoltà respiratorie. Era una situazione frequente in passato , che adesso si osserva raramente.

Come si cura?

Non esistono medicine , iniezioni sclerosanti o mutande speciali che facciano guarire un ernia. L’unica possibilità è quella di riparare il foro che si è formato nei tessuti della parete addominale.

Dal medioevo ad oggi sono state sperimentate tante tecniche chirurgiche , ma la svolta nella chirurgia dell’ernia è stata data dall’introduzione delle reti sintetiche nei primi anni 90. Così anziché cucire i bordi del tessuto slabbrato si procedeva alla sua chiusura per mezzo di una “toppa” , analogamente a come si farebbe per i gomiti di un vestito consumato.

La chirurgia dell’ernia , ovunque sia localizzata, prevede attualmente che l’orifizio sia chiuso mediante l’impianto di una sottile rete di materiale plastico. Questa retina , oltre a chiudere il “foro” , serve a stimolare la cicatrizzazione. Infatti il tessuto cicatriziale cresce tra le maglie della rete come fa un rampicante su un graticciato, conferendo solidità alla riparazione.

 La chirurgia laparoscopica delle ernie

 Negli ultimi anni si è andata sviluppando la tecnica laparoscopica per la cura delle ernie , soprattutto per quelle a localizzazione inguinale o ventrale. Infatti l’impiego della laparoscopia permette di impiantare reti all’interno della cavità addominale senza bisogno di dissezionare e poi ricostruire la parete.

Il vantaggio consiste nel poter impiantare reti di maggiori dimensioni e , soprattutto , dal fatto che lasciando integra la parte addominale il dolore nella zona operata è pressoché assente.

La ripresa sarà quindi più veloce, il ritorno alle proprie attività abituali più pronto, in particolare per chi pratica sport.

Molti vantaggi sono offerti  nei di pazienti già operati , in cui l’ernia sia tornata (ernia recidiva), perché usando la tecnica laparoscopica si viene a lavorare su tessuto sano , mai toccato dalla mano del chirurgo, con notevole riduzione delle complicazioni e maggior efficacia nel risultato.

Altra indicazione , ormai tassativa , è l’ernia inguinale bilaterale, perché con un unico intervento , condotto attraverso i tre famosi forellini, si riesce a curare contemporaneamente la patologia da entrambi i lati.

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